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FOCS, avanti tutta!

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Una stagione insieme. Giovani, meno giovani, uomini, donne, provenienti da esperienze, umane e sportive, tutte diverse. Questo è l'hockey amatoriale a Legnaro. Ci sono ragazzi che pattinano da molto tempo, ma che fino a poco tempo fa non padroneggiavano affatto disco e stecca; ci sono i genitori di giovanissimi atleti; ci sono cinquantenni che in modo più o meno spericolato e caparbio, ignorando l'età anagrafica, si buttano in pista.

E ci sono io, una delle ultime arrivate, nella squadra, anche se bazzico l'ambiente, come mamma, sostenitrice, fotografa, curiosa, da un bel pezzo. Ho sempre pattinato per strada e l'impatto con il disco non è stato dei migliori: ho scoperto con dispiacere che è molto meno ubbidiente di quanto sperassi...E poi pattinare in pista è proprio diverso e sono necessarie abilità che non possiedo proprio, almeno non ancora! Scattare, girare, frenare...che fatica!
Avendo una formazione umanistica e pedagogica, sono convintissima che l'ambiente sia determinante per l'apprendimento. Si impara solo ed esclusivamente se ci si diverte, in tutte le cose. "Sacrificio e sofferenza" possono starci, ma solo dentro una motivazione e un piacere di fondo che non possono mancare. E ci si diverte se ci sono le persone giuste, o almeno io la vedo così...
Lo scorso anno il contesto non era probabilmente quello giusto per me. Gli allenamenti molto al di sopra delle mie possibilità e tali da farmi sentire prevalentemente frustrata; un gruppo di pesone molto orientate al risultato, nonostante le capacità ancora mediocri e le prospettive non del tutto rosee per tutti. Ho smesso prima, delusa e stanca, poco intenzionata a riprendere.
Poi ho avuto la brillante idea di partecipare allo stage di Fanano e ho scoperto che anche alla mia età, anche con il mio fisico non proprio potente, anche con l'assenza quasi totale di esperienze sportive vere, anche sbagliando praticamente tutto...potevo divertirmi! Chi mi ha motivata, supportata e introdotta con garbo e incoraggiamento è stato il nostro attuale coach, Carlo, che lo scorso anno aveva temporaneamente ceduto lo scettro. Non sono uscita dagli stage esperta e capace, ma allegra e motivata sì, incredibilmente, grazie alla presenza di persone bellissime, Angelo Lucchini, Willy Prandini, Bobo Sassoin testa, e poi Camoni, Solmi, Carboncini...
E fu così che decisi di riprovare. Ho la testa dura, durissima. Mi sembra impossibile non poter provare a impegnarmi almeno un centesimo di quello che metto in esperienze di tipo intellettuale...ma non ci credevo proprio fino in fondo...
Il coach all'inizio sembrava proprio in crisi: gli atleti, per problemi forse soprattutto logistici (struttura inizialmente non disponibile, cambiamento di orari) o fisiologici nella vita delle persone, erano in gran parte spariti...e far ripartire da zero un gruppo non è proprio molto facile...Però ha raccolto con il cucchiaino le forze rimaste, ha accolto le persone che arrivavano alla spicciolata, dal più impedito al reduce da esperienze importanti e ha creato, se non ancora una squadra, almeno un "insieme", un gruppo. Ha cominciato a crederci e a farci legare. Sono tornati alcuni che erano un po' spariti. Il clima è stato senz'altro più scanzonato e positivo, rispetto all'anno prima: sarà stato che i neofiti, per forza di cose, dovevano ridere sulla propria goffaggine, sarà stato che alcuni nuovi elementi si sono rivelati spassosissimi e hanno elevato l'umore e modificato gli atteggiamenti anche degli altri...ma si è stati bene, benissimo. Ho tenuto un piccolo diario, e, per quel che mi riguarda, siamo sulla media del 7.
A febbraio abbiamo cominciato a essere consapevoli di essere una squadra; il coach, dopo molte titubanze, ci ha iscritto a un torneo amatoriale, che tanto amatoriale non era, rifiutando innesti con atleti più esperti, cosa che invece lo scorso anno era "normale". Finalmente, l'amatoriale in campo! Con maglie nuove, persone nuove, strategie adattate sulla realtà. Siamo arrivati ultimissimi, con tutte le partite perse, ma con il senno di poi per molti versi abbiamo vinto. Abbiamo vinto la vergogna di presentarci in netta inferiorità, abbiamo vinto la tentazione di far giocare solo quelli più capaci, abbiamo vinto alcuni minimi malumori nella gestione di accoppiamenti e tattiche, abbiamo vinto sorridendo sempre e comunque, abbiamo vinto perchè abbiamo un coach che deve fare anche il dirigente e il portiere, uno e trino. Abbiamo vinto così tanto, che nell'ultima partita ho segnato perfino io, non sono sicura di sapere come ho fatto, ma credo che qualcosa degli insegnamenti martellati in 9 mesi mi sia entrato in testa: sarà stato un caso, ma se ero al posto giusto al momento giusto, qualcosa di buono negli allenamenti ci sarà stato!
Difficile dire se gli impegni familiari, lavorativi, domestici mi permetteranno di continuare, ma spero di sì...e soprattutto spero che l'esperienza della squadra cresca con il contagio delle persone che attualmente la compongono. FOCS: finchè oso, ci sono.

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