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Annunci : Bora, soffio d'amore
Inviato da : il contadino Giovedì, 06 Marzo 2008 - 18:36
sorridi Il Responsabile Artistico del Pattinaggio Jolly di Trieste ci invia la segnalazione di un evento unico per Trieste con la preghiera di diffonderlo che volentieri accontentiamo:

Free Image Hosting at www.ImageShack.usIl Pattinaggio Artistico Jolly Trieste, societ? che in trentacinque anni di attivit? ha saputo donare alla sua citt? ben 2  piste, una coperta e una scoperta di recente completamente ristrutturata, la ristrutturazione della chiesetta della Beata Vergine delle Nevi, la ristrutturazione parziale della palazzina adibita a bar, servizi e spogliatoi, 14 riviste di pattinaggio, 30 atleti con la maglia azzurra, 9 titoli mondiali,1 world game, 30 titoli europei, 66 titoli nazionali, famosa in tutto il mondo per l'organizzazione di manifestazioni sportive internazionali e spettacoli degni delle ben note riviste di pattinaggio su ghiaccio, intende organizzare all'inizio di aprile, e precisamente 11-12-13, uno spettacolo unico nel suo genere che, attraverso le evoluzioni di pattinatori e danzatori, faccia conoscere a tutti l'anima della nostra regione attraverso l'espressione di varie culture  e la scoperta di antiche tradizioni.


           "Soffio d'amore" viene realizzato dopo aver rivisitato tutta la narrativa mitologica e leggendaria  di Trieste e del Carso, nella variet? di paesaggi e l'amore per la nostra terra.

           Il tema principale ? la Bora, vento allegro, burlone , un po' ribelle, che riesce a mutarsi in  rabbia incontenibile, in silente sofferenza, in  pacata rassegnazione, fino a raggiungere l'imponente maestosit?. La leggenda nei secoli che esalta il grande amore di Bora per Tergesteo.

           Tra le pietre del Carso, dove turbinano venti e le nuvole, che lasciano spazio alla fantasia, spiccano gli splendidi colori del sommacco; nei boschi di querce e di castani , si incontrano le Vile, fate che danno origine alle gocce di rugiada ed il piccolo popolo dei Coboldi; il cielo e il mare di un azzurro unico si fondono sulla linea dell'orizzonte congiunti da un bellissimo arcobaleno.

           Un centinaio di atleti, tra cui sette campioni del mondo, provenienti da varie parti della nostra regione, dal Veneto ed dall'Emilia Romagna, vengono riuniti e guidati nelle coreografie dal pluricampione del mondo e attuale coreografo della Nazionale di pattinaggio artistico Sandro Guerra, e da Mario Vitta, coreografo e regista di tante manifestazioni importanti. Per questa occasione, oltre che i propri pattinatori, la societ? "Jolly" ha invitato in qualit? di protagonisti atleti di livello mondiale, che si dichiarano fieri di poter essere parte attiva di questo evento unico, quali Sara Venerucci, Matteo Guarise, Patrick Venerucci, Francesca Colombo, Andrea Barbieri, Gaia Grandi, Giovanni Dallarda, Laura Marzocchini, Enrico Fabbri, e la grandissima campionessa triestina Tania Romano nel ruolo della Regina delle Vile.
           Il connubio di pi? discipline sportive, sapientemente fuse in un vorticoso veleggiare di variopinti costumi, viene messo in risalto dalle musiche arrangiate ad hoc dal poliedrico compositore Lorenzo Castellarin.

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Soffio d?Amore
Una bellissima storia, ispirata alle leggende carsiche e rivisitata da Mario Vitta
Eolo, padre dei Venti, correva per il mondo con i suoi adorati figli : Tramontana, Libeccio, Ostro, Scirocco, Greco, Maestro, Ponente e Levante, e per ultima ma non d?importanza la giovane e bizzosa Bora, che era la sua preferita.
Bora distratta dalle nuvole, si allontan? dal padre e dai suoi fratelli, e capit? per caso in un verdeggiante altipiano. Corse a giocare con tutte le nuvole che si trovavano in cielo in quel momento facendole ballare tra un soffio e l?altro e prendendosi gioco soprattutto di una strana nuvola, il Nembo Cirro Brontolone. Si divertiva anche a muovere i rami dei quercioli e dei castani che, al suo passaggio, erano piuttosto intimoriti dalla sua velocit? e dalla sua esuberanza. Dopo un po? Bora, mentre giocava e correva qua e l?, rimase colpita e affascinata da strane creature fatate, le Vile e dai Coboldi, che la condussero con modi gentili e amichevoli alla ricerca di un riparo.
Nel frattempo, nella grotta aveva trovato ristoro, il mitico Tergesteo, appena ritornato da un lunghissimo viaggio. Il giovane era cos? forte, bello, affascinante che Bora se ne innamor? perdutamente. Anche Tergesteo, colpito dal fascino di Bora, ricambi? con lo stesso impeto. I due giovani vissero felici in quella grotta sette giorni di splendido amore.
Accortosi dell?allontanamento di Bora, Eolo, disperato, decise di andare a cercarla con l?aiuto dei suoi figli e durante la ricerca si rivolse a Mare,Terra e Cielo,
ma Bora sembrava introvabile. Nembo Cirro, che conosceva il nascondiglio dei due amanti, per vendicarsi dei dispetti di Bora, spiffer? tutto ad Eolo.
Senza esitazione Eolo si rec? alla grotta e vide Bora abbracciata a Tergesteo, si infuri? e si avvent? contro il giovane, ferendolo. Tergesteo resistette eroicamente, ma invano; Eolo, con un potente soffio, lo scagli? in riva al mare e port? via Bora.
Mare prontamente ricopr? Tergesteo nascondendolo alla furia del Vento.
Bora riusc? a fuggire dal padre, cerc? Tergesteo, ma non lo trov? e scoppi? in un pianto dirotto. Le Vile, che avevano assistito alla scena violenta, vollero far capire ad Eolo l?efferatezza del suo gesto, tramutando in pietra ogni lacrima di Bora, che pianse talmente tanto da trasformare il suolo verdeggiante dell?altipiano in un manto di pietra, e trasformarono il sangue delle ferite di Tergesteo in sommacco.
Le Vile, infine, convinsero Eolo a lasciare Bora libera di rimanere in quei luoghi, che avevano visto nascere la sua bellissima storia d?amore e permisero a Bora di rividerlo per l?ultima volta con gli occhi del cuore e della mente, materializzandolo accanto a lei. Al culmine della commozione e della gioia, i due amanti rivissero per l?ultima volta la loro passione d?amore.
Bora si ritrov? sola, ma da quel giorno, ogni anno rivisiter? quei luoghi, per lei magici, arrivando con tutta la forza prorompente per cercare il suo amore perduto. In onore di Tergesteo, le genti, che in futuro avrebbero abitato quei luoghi leggendari, fondarono TERGESTE, ora TRIESTE.


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